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Notte di San Lorenzo

racconto di Marco Zanotto

foto di Emanuela Amadio

Dovessi scegliere tra la vita e la morte, sceglierei una canzone, quella che canticchiavamo nell’umidità della sabbia, in una notte di mezza estate ubriaca di stelle.
Ne scrutavamo l’immobilità sperando di coglierne un errore, di seguirne la poetica traiettoria punto dopo punto. Ad accompagnare le nostre voci il periodico infrangersi e ritrarsi delle onde, una tenera carezza sui tuoi piedi di bambina.
La prima stella la seguii con stupore, quasi non ne avessi mai vista una in vita mia. Si consumò come nacque, senza fare rumore; te la indicai con il dito, ma quando alzasti gli occhi era ormai sparita.
Pregai, non mi limitai ad esprimere un desiderio; pregai il tempo di concedere una tregua, di lasciarci sognare ancora. Pregai di poter una volta ancora correre a piedi nudi insieme a te nell’acqua, sulla sabbia, sulle pietre, di ferirmi, sporcarmi di terra, lavarmi con la rugiada dei prati.
Gettai le scarpe tra i flutti lasciando decidere al mare dove riportarle a riva, ti presi per mano e corremmo a perdifiato con la tua risata cristallina che rendeva taciturno ogni altro suono.
Esausti, liberi, felici come rare volte capita di essere, ci incamminammo verso casa, ignari degli sguardi curiosi, dei sorrisi beffardi, dei commenti ironici.

“Grazie nonnino”
“Grazie bimba”
“Sei completamente matto! Questo amo di te”

Un’ultima scia luminosa andò a spegnersi nel firmamento spolverando argentei riflessi sui tuoi lunghi capelli.